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JAI: Lavoro per autogestire la propria vita

JAI (pronunciato „Dschai“) è un acronimo in lingua tedesca che sta per giovani-lavoro-integrazione. Il progetto ha avuto origine nel 2008 su iniziativa della Cooperativa Sociale EOS che a sua volta da anni opera in Alto Adige nel campo delle problematiche relative al lavoro giovanile. Inizialmente la JAI era stata pensata come una Cooperativa Sociale il cui programma di integrazione era indirizzato solamente verso i giovani per poi trasformarsi, nel 2014, in una Cooperativa Sociale del „Tipo B“ che statutariamente ha come fine quello di favorire l’integrazione nel mondo lavorativo, mediante l’espletamento di varie attività, di persone socialmente emarginate e bisognose secondo quelle che sono le linee dettate della Legge regionale del 22 ottobre 1988, n° 24, Art. 3, secondo capoverso, lettera b).

L’attività della Cooperativa Sociale JAI è orientata in più campi applicativi:

Servizio di manutenzione a domicilio

Varie prestazioni di servizio nel campo dell’artigianato a favore di privati e/o soggetti pubblici svolte su tutto il territorio provinciale

Gastronomia

Bar Pinta Pichla a Brunico e servizio Catering effettuato su tutto il territorio provinciale in occasione di manifestazioni ed avvenimenti vari

Commercio

vendita utensileria ex E.B. Schweitzer, a Monguelfo

Servizio di pulizia

Attualmente in fase di costituzione a Brunico e Bolzano

Affidandosi ai servizi ed agli esercizi commerciali della Cooperativa Sociale JAI ottenete un doppio risultato:

  • Approfittate della professionalità e della competenza di personale specializzato e preparato
  • Date un fattivo contributo, senza alcuna spesa aggiuntiva, ad una iniziativa sociale che mira a formare e reintegrare persone in difficoltà nel mondo lavorativo e quindi nel tessuto commerciale. In questo modo si crea un valore aggiunto per la società e si evita altresì che persone in difficoltà finanziarie debbano essere sostenute con aiuti pubblici!

La Cooperativa Sociale JAI accompagna i giovani nell’inserimento nel mondo del lavoro ed aiuta altresì coloro che si trovano in difficoltà occupazionale. Si possono aprire le seguenti due possibilità di collaborazione:

Apprendistato per ragazzi con problematiche di inserimento

(l’assegnazione avviene tramite il servizio sociale, la scuola o per tramite dei quattro ambulatori che si occupano di psichiatria giovanile):

Nel caso di assegnazione da parte di un istituto scolastico la frequenza dello stesso viene sostituita dalla prestazione lavorativa, per le assegnazioni da parte del servizio sociale o degli ambulatori psichiatrici riguardanti giovani non più in età scolastica obbligatoria, gli interessati percepiscono un compenso massimo mensile di 400,00 Euro che vengono a loro volta richiesti dalla Cooperativa Sociale JAI alla Provincia Autonoma di Bolzano. Tale provvedimento è sempre collegato con i programmi specifici di sostegno predisposti dall’ Integrazione Professionale Giovani (JuBe). I servizi della JuBe vengono offerti dalla EOS e si rendono necessari affinché i giovani imparino, oltre al cosiddetto „Hard Skills“, l’altrettanto necessario „Soft Skills“, concetti e pratiche di fondamentale importanza per entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro. Tra i concetti fondamentali che rientrano nel percorso formativo si annoverano la puntualità, il senso di appartenenza, la capacità di lavorare in gruppo, la motivazione, la confrontazione con problematiche che possono insorgere e tanto altro ancora. Durante l’apprendistato i collaboratori della JuBe lavorano sinergicamente e continuamente a stretto contatto con i datori di lavoro.

Assunzione a fronte di quanto previsto dall’art. 4 della Legge  n. 381/1991:

Assunzione a fronte di quanto previsto dall’art. 4 della Legge  n. 381/1991 che per i soggetti destinatari prevede esplicitamente: “coloro che sono  invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno”. Questi lavoratori percepiscono regolare stipendio da lavoro dipendente.